È stato effettuato il primo impianto di pacemaker bicamerale senza fili all’ospedale di Desenzano del Garda, segnando un importante passo avanti nell’innovazione cardiovascolare.
Innovazione a Desenzano del Garda
Il nuovo dispositivo rappresenta una tecnologia all’avanguardia per la cardiostimolazione, realizzata senza fili e in modo meno invasivo. In caso di necessità, il sistema può essere integrato con una seconda capsula, più piccola, impiantata nell’atrio destro, che consente la sincronizzazione tra atrio e ventricolo senza l’uso di elettrocateteri.
Questo intervento segna un’importante novità per l’ASST Garda, che entra a far parte delle strutture accreditate in Lombardia e in Italia per l’uso di questa tecnologia avanzata.
Funzionamento del dispositivo
Il sistema di pacemaker senza fili rappresenta un’evoluzione significativa nella cardiostimolazione. Composto da due dispositivi miniaturizzati, ognuno circa dieci volte più piccolo di un pacemaker tradizionale, questi comunicano tra loro per coordinare l’attività cardiaca. Le capsule vengono impiantate direttamente nel cuore attraverso una procedura mininvasiva, riducendo il rischio di infezioni e complicazioni associate ai metodi tradizionali.
«Si tratta di una svolta epocale per la cardiostimolazione», afferma il dr. Luca Bontempi, Direttore della U.O.C. di Cardiologia e UTIC dell’Ospedale di Desenzano. «Questa tecnologia porta vantaggi notevoli: stimola entrambe le camere cardiache, riduce il rischio di infezioni, elimina le complicanze legate agli elettrocateteri tradizionali, migliora la qualità di vita dei pazienti e facilita la rimozione o sostituzione del dispositivo.»
«La procedura – aggiunge il dr. Bontempi – è stata eseguita su un paziente con blocco atrioventricolare avanzato, per il quale la stimolazione sincronizzata era fondamentale. L’intervento, effettuato in anestesia locale, ha permesso una dimissione rapida. Inoltre, l’assenza di tasca sottocutanea e cateteri consente un recupero più veloce e un ritorno immediato alle normali attività quotidiane, compresa la pratica sportiva.»
Affidabilità e durata del dispositivo
Il dispositivo ha una durata superiore a 15 anni, rendendolo particolarmente affidabile. Il successo dell’intervento è stato possibile grazie al contributo del dr. Tommaso Bignotti e della dr.ssa Sofia Del Gigante, supportati da un’équipe infermieristica altamente specializzata guidata dalla coordinatrice, Marina Bertoli.
«L’introduzione di questa tecnologia rappresenta un traguardo importante per il nostro ospedale e per tutta la comunità gardesana», dichiara Roberta Chiesa, Direttore Generale di ASST Garda. «Investire nell’innovazione significa offrire ai cittadini cure sempre più sicure, efficaci e meno invasive, orientate al benessere dei pazienti.»