Esenta

Agrivoltaico a Esenta: preoccupazioni per il suolo agricolo

Il gruppo di opposizione «Lonato Insieme» solleva dubbi sul progetto di impianto rinnovabile

Agrivoltaico a Esenta: preoccupazioni per il suolo agricolo

«Agrivoltaico a Esenta, rinnovabili sì ma non a scapito del suolo agricolo».

Il gruppo di opposizione «Lonato Insieme» ha annunciato la preparazione di un’interpellanza riguardo al progetto agrivoltaico previsto a Esenta, situato a nord-ovest della Sp567, a 700 metri dal centro abitato. L’impianto prevede una capacità di 19,27 MWp, batterie di accumulo da 6,5 MW e un’area recintata di quasi 27 ettari, equivalente a circa 38 campi da calcio.

Le preoccupazioni di Lonato Insieme

«Non siamo contrari alle energie rinnovabili, ma chiediamo che vengano realizzate con criterio, privilegiando tetti, capannoni, parcheggi, aree dismesse e superfici già compromesse, piuttosto che occupare vaste estensioni di terreno agricolo», hanno dichiarato i rappresentanti di Lonato Insieme. Inoltre, hanno richiamato l’attenzione sulla normativa europea riguardante la Valutazione di Impatto Ambientale, evidenziando la necessità di considerare gli effetti dei progetti su territorio, suolo, ambiente e popolazione, oltre a valutare alternative ragionevoli. Hanno quindi chiesto se siano state prese in considerazione localizzazioni meno impattanti prima di giungere a Esenta.

Il gruppo esprime preoccupazione per l’impatto ambientale dell’impianto: «Il progetto è presentato come agrivoltaico, ma le sue dimensioni, la recinzione, le cabine elettriche e la viabilità interna pongono una domanda chiara: è realmente un’integrazione tra agricoltura e produzione energetica o si tratta di un grande parco fotovoltaico su suolo agricolo?». La Provincia di Brescia ha già richiesto integrazioni significative, come chiarimenti sulla natura agrivoltaica dell’impianto e garanzie sul mantenimento dell’80% della produzione agricola. Queste richieste dimostrano che il progetto non può essere considerato ordinario o concluso. «Lonato Insieme» presenterà un’interpellanza in Consiglio comunale per chiedere all’Amministrazione aggiornamenti sul procedimento, eventuali osservazioni del Comune e l’esistenza di un Piano Energetico Comunale per lo sviluppo delle rinnovabili. Una questione politica che emerge è: perché proprio Esenta? Dopo essere stata scelta per il progetto del depuratore del Garda, la frazione è nuovamente al centro di un intervento di grande impatto territoriale. La questione non è dire no alle rinnovabili, ma stabilire dove e come realizzarle. Senza trasparenza e una vera valutazione delle alternative, c’è il rischio che Lonato subisca decisioni imposte e perda la sua identità agricola e paesaggistica.

Intervento del Sindaco

Durante l’ultimo Consiglio comunale, il sindaco Nicola Bianchi ha commentato il progetto: «È evidente che ha suscitato perplessità, non solo in me ma in tutti. Si tratta di un’importante realizzazione, incentivata dalla normativa, e ci stiamo muovendo per valutare attentamente l’opera, soprattutto in relazione all’eventuale depuratore del Garda, se mai dovesse essere realizzato».